La comunicazione è l’insieme di 3 momenti : Ricezione del messaggio, Elaborazione del messaggio, Risposta .
La modalità con la quale questi 3 momenti vengono realizzati può facilitare o al contrario rendere più difficoltosa la comunicazione.
RICEZIONE:
una buona ricezione presuppone, da parte dell’ascoltatore, la capacità di distogliersi da sé stesso, l’intenzionalità di centrarsi sull’altro e l’impegno a comprendere il messaggio nel significato che ha per l’altro.
La ricezione presuppone quindi la capacità di sospendere i nostri giudizi e di tenere da parte i nostri schemi di riferimento (opinioni personali, soluzioni premature, valori personali) e di dare spazio e ascolto ai significati e ai contenuti che l’altro ci comunica. Presuppone attenzione verso l’altro (resistenza alle distrazioni, contatto oculare, capacità di osservare anche il comportamento non verbale dell’altro : movimenti del corpo, espressioni facciali, postura, cura di sé). Una cattiva ricezione è rappresentata al contrario da un atteggiamento valutativo, interpretativo, distratto.
ELABORAZIONE (ascolto attivo) :
Consiste nella capacità di cogliere e discriminare le varie dimensioni del messaggio:
- Il contenuto : notizie, informazioni, opinioni (di cosa parla?)
- l’autopresentazione: ciò che l’altro rivela di sé (cosa mi sta dicendo di se’?)
- L’appello: richiesta che fa nella comunicazione (cosa vuole raggiungere con questa comunicazione?)
- La relazione: percezione che l’altro ha della relazione e di noi (come definisce il nostro rapporto?)
Elaborate le diverse dimensioni del messaggio si hanno i dati sufficienti per rispondere.
La costruzione e il mantenimento di relazioni interpersonali positive richiedono l’apprendimento di alcune capacità basilari. Tanto più queste vengono messe in pratica tanto più le persone rendono chiaro autentico e trasparente il loro agire, riuscendo a conseguire i loro obiettivi e a mantenere soddisfacenti relazioni con gli altri.
- COMUNICAZIONE DESCRITTIA
- COMUNICAZIONE RAPPRESENTATIVA
- FEEDBACK o COMUNICAZIONE REGOLATIVA
a. comunicazione descrittiva: la persona descrive la realtà così come si presenta senza valutarla né interpretarla. Verbalizza i fatti osservabili senza interrogarsi sulle cause (perché?), sullo sviluppo (da dove?), sulle conseguenze (a che cosa?), senza inserirli in categorie predefinite.
La persona dovrebbe solo chiedersi: cosa c’è qui? Presuppone la disponibilità guardare i fatti senza precomprensioni.
L’opposto consiste invece nell’accostarsi ad una realtà relazionale interpretandolo, classificandolo, valutandolo in base ai nostri schemi di riferimento. Questo atteggiamento corrisponde alla necessità di orientarci meglio nelle situazioni che viviamo ma comporta la perdita della comprensione del fatto nella sua specificità.
Esempio
Comunicazione valutativa: Marco è un ragazzo insensibile (interpretazione, giudizio);Marco mi evita (interpretazione, giudizio)
Comunicazione descrittiva: Marco ha dato un calcio ad Andrea (descrive un fatto);Marco non è arrivato all’appuntamento (descrive un fatto, come una fotografia)
b. comunicazione rappresentativa: la persona manifesta in modo diretto il proprio vissuto rispetto alla relazione, assumendosi la responsabilità di ciò che vive e senza avere la pretesa di parlare in nome di altri o di giudicare. Presuppone la capacità di divenire consapevole dei propri stati d’animo, di esprimerli accuratamente e direttamente, di riconoscere l’opportunità di manifestarli.
E’ composta da 2 parti : L’io-messaggio ( Io mi sento……..) e l’indice referenziale (quando … quanto tu…)
Nella nostra cultura spesso non comunichiamo in questo modo in quanto siamo abituati a vedere l’espressione dei nostri vissuti come qualcosa di inappropriato e indice di scarso controllo di sé stessi. Inoltre spesso ci blocchiamo per una serie di fattori soggettivi (timore della critica, del confronto, dell’intimità) e oggettivi (mancanza di tempi e spazi, clima sociale non positivo..).Inoltre siamo abituati a dare la responsabilità di quello che sentiamo, pensiamo e facciamo agli altri, negando la nostra.
Esempio
Comunicazione accusatoria : Tu mi fai sentire male! Mi eviti e mi ignori! (interpretazione e accusa che sposta la responsabilità sull’altro)
Comunicazione autopresentativa : Mi sento triste quando tu non mi rispondi al telefono, penso che non desideri parlare con me
c. comunicazione regolativa: l’emittente verifica la reciproca comprensione e modula così il corretto andamento della comunicazione. Dare e chiedere un feedback in modo corretto permette di evitare incomprensioni e conflitti dovuti alla percezione distorta dei messaggi.
c.1. Dare un buon feedback ( Io messaggio + indice referenziale + appello)
Parlare in prima persona prendendosi la responsabilità del proprio vissuto ( Io mi sento…), Riportare i fatti osservabili, senza valutazioni ( quando fai x…), Rimanere nel qui ed ora, Formulare la propria richiesta ( e vorrei che )
esempio
Comunicazione regolativa: Mi arrabbio quando usi quella parole, puoi smettere?
c.2. Chiedere un feedback
Dire con precisione su cosa si vuole riceverlo, Verificare di aver capito, Non difendersi subito, Scambiare le proprie reazioni
esempio
Comunicazione regolativa Mi hai detto che non ti piace, cosa intendi precisamente?
STILI DI RISPOSTA INEFFICACI
Esempi
Generalizzare “sono tutti così”, “va sempre così”
Moralizzare “non è giusto fare così”
Giudicare “ è la giusta conseguenza di quello che hai fatto!”
Interpretare “ succede perché…”
Diagnosticare “ hai questo….”
Etichettare “ sei un pessimista!”
Spingere a fare “devi fare questo e questo..”
Negare e sottovalutare “ tutto passa”
Profetizzare “ le cose andranno così…”
Rassicurare “ non ci pensare, sei forte!”



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Pubblicato da serenasorrentino 




