La vita di Eric Berne

J Aprile 2008

 

 

                                      1910 – 1970 

 

Eric Lennard Bernstein nacque il 10 maggio 1910, nel quartiere ebreo di Montreal, Canada, dove la famiglia si era trasferita proveniente dalla Polonia e dalla Russia. Il padre, David Hillel Bernstein, era un medico generico e la madre, Sarah Gordon Bernstein, scrittrice e giornalista. Grace, la sorella, è nata cinque anni dopo. All’età di 9 anni Eric ha perso il padre, morto a soli 38 anni.

Nel 1935 si laurea in medicina con abilitazione alla chirurgia, poco dopo è medico interno all’Englewood Hospital (Englewood, New Jersey) ed assistente psichiatrico nella clinica psichiatrica della Yale University School of Medicine.

Nel 1938 diventa cittadino americano e cambia il cognome in Berne. Il 1940 è l’anno del matrimonio con Ruth con cui avrà due figli Ellen e Peter, questo matrimonio è il primo di tre.

Nel 1941 è Clinical Assistent al Zion Hospital di New York, vi rimarrà fino al 1943. Sempre nel 1941 comincia la formazione psicoanalitica con Paul Federn.

Dal ‘43 al ‘46 è psichiatra militare raggiungendo il grado di maggiore, ed è proprio nell’esercito, nel 1945, che comincia a praticare la terapia di gruppo. Nel 1946 si congeda dall’esercito e si sposta a Carmel, California.

Sempre nel 1946 pubblica il primo libro “Mente in azione” (tr. it. Mondadori), questo volume sarà rivisto nel 1957 e ripubblicato con il titolo di “Guida al profano alla psichiatria ed alla psicoanalisi” (tr. it.Astrolabio).
Nel 1947 prosegue la formazione psicoanalitica con Erik Erikson.

Il 1949 è l’anno del secondo matrimonio con Dorothy De Mass Way, con cui ha due figli Ric e Terry e acquisisce 2 figliasti, Robin e Roxana; il loro matrimonio durerà fino al 1964.

Il 1956 è l’anno della rottura con il movimento psicoanalitico.

Il 1957 ed il 1958 sono le date ufficiali di nascita dell’Analisi Transazionale, difatti nel ‘57 pubblica l’articolo Gli Stati dell’Io nella Psicoterapia e nel ‘58 Analisi Transazionale un nuovo ed efficace metodo di terapia di gruppo. Gli anni ‘50 sono gli anni in cui Berne fonda i seminari clinici a Monterey e San Francisco, nel ‘58 nasce il San Francisco Social Psychiatry Seminars inc. (SFSPS).

Nel 1962 viene edito il Transactional Analysis Bullettin (TAB) e nel 1965, con l’aumento dei professionisti impegnati con l’AT viene fondata l’ Intenational Transactional Analysis Association (ITAA) e Berne ne è il primo Presidente.

Il 1967 è l’anno del terzo matrimonio con Torri Rosencrans.

L’attività di Berne procede vivace e molteplice fino alla sua morte, mercoledi 15 Luglio 1970.

L’anno successivo alla sua morte il TAB diventa il Transactional Analysis Journal (TAJ), l’ ITAA e l’AT si sono ulteriormente sviluppate ed oggi sono diffuse nei 5 continenti.

 

Bibliografia essenziale

Sono 7 le opere fondamentali per conoscere il lavoro di Eric Berne:

 

1957- A Layman’s guide to psychiatry and psychoanalysis.(tr.it. Guida al profano alla psichiatria ed alla psicoanalisi Astrolabio)

1961- Transactional Analysis in Psychotherapy (tr.it. Analisi Transazionale e Psicoterapia Astrolabio)

1963- Structure and dynamics of organization (non tradotto)

1964- Games people play (tr.it. A che gioco giochiamo Bompiani)

1966- Principles of group treatment (tr.it. Principi di terapia di gruppo Astrolabio)

1970- Sex in human love (tr.it. Fare l’amore Bompiani)

1971 (Postumo)-What do you say after you say hallo (tr.it.1° parte Ciao e poi ?  Bompiani /  tr.it. 2° parte Cosa dici dopo aver detto ciao? Archeopsiche ed.)

 

 


Cos’è l’Analisi Transazionale

J Aprile 2008

 

 
L’Analisi Transazionale (A.T.) è una teoria della personalità e una psicoterapia sistematica ai fini della crescita e del cambiamento della persona.
Attraverso il modello dei tre Stati dell’Io fornisce un quadro di come siamo strutturati dal punto di vista psicologico, ci aiuta a capire come funzioniamo e come esprimiamo la nostra personalità in termini di comportamento. Fornisce un sistema di psicoterapia utilizzato nel trattamento di disturbi psicologici di ogni tipo, dai problemi della vita di ogni giorno alle psicosi gravi. Fornisce un metodo di terapia individuale, di coppia, familiare. E’ adatta ad essere impiegata nel counselling.
 
 Il nome indica chiaramente qual’e’ l’oggetto principale di questa teoria: la transazione ovvero lo “scambio” che si verifica tra due individui che comunicano (un dialogo e’ una transazione, cosi come, ad esempio, uno scambio di gesti di affetto). L’A.T. è quindi anche una teoria della comunicazione. Al di fuori del campo della terapia viene utilizzata nei contesti educativi al fine di migliorare la comunicazione ed evitare scontri improduttivi  così come metodo di analisi dei sistemi e delle organizzazioni e come strumento di addestramento alla direzione e alla comunicazione nelle aziende.
 
L’Analisi Transazionale studia l’individuo all’interno dell’ambiente in cui vive, attraverso i comportamenti che manifesta. Lo scopo e’ quello di indagare i comportamenti dei soggetti in relazione, comprendere le motivazioni per cui a volte si sentono a disagio ed individuare quali siano le modalità più opportune per evitare tale disagio e costruire invece un vivere più armonico. Attraverso il concetto di copione spiega come gli schemi di vita attuali abbiano origine nell’infanzia. Elabora spiegazioni di come nella nostra vita di adulti riproponiamo strategie infantili anche quando queste si dimostrano dolorose e autolesioniste.
L’A.T. è quindi una teoria dello sviluppo e della psicopatologia.
 
Stewart, I.; Joines, V. (2000) L’ analisi transazionale. Guida alla psicologia dei rapporti umani, Bologna, Garzanti.

 


Quando e perchè chiedere aiuto

J Aprile 2008
                                    
                
      Obiettivo Benessere
 
In momenti critici della vita (fasi della crescita, cambiamenti, perdite etc.) mantenere uno stato di serenità e di benessere è più difficoltoso. A volte ci si sente, apparentemente, bloccati, in una situazione senza uscita, impotenti, soli.  Altre volte il malessere è una costante, qualcosa che ci portiamo dietro da molto tempo, quasi facesse parte integrante di noi.

 

Se ci si trova in una situazioni di sofferenza che si fa fatica a gestire, è meglio non lasciare passare molto tempo e non minimizzare la cosa. Affrontare le situazioni prima che si aggravino consente di trovare sollievo in tempi più brevi, prima che le conseguenze e le conseguenze delle conseguenze, abbiano reso tutto più complesso.

La sofferenza è un segnale di allarme utile ad attivarci. Non trascurare i segnali di sofferenza e prendersene cura è la decisione più sana e matura che possiamo prendere se vogliamo risolvere veramente il problema.

 

Impegnarsi per  il proprio benessere è una delle scelte che abbiamo a disposizione, l’alternativa che abbiamo alla passività e alla dipendenza (strategie che puntualmente non risolvono i nostri problemi).

 

Attraverso la consapevolezza dei processi che mettiamo in atto nel relazionarci con noi stessi, con gli altri e con i nostri obiettivi di vita e attraverso l’attivazione di scelte più coerenti con le nostre emozioni e con i nostri bisogni più autentici abbiamo la possibilità di realizzare e concretizzare il nostro benessere.

 

I corsi di formazione e crescita personale (per studenti, insegnanti, genitori, coppie etc.) sono un’occasione per accrescere l’autoconsapevolezza e per potenziare risorse personali specifiche (autostima, assertività, problem-solving, comunicazione etc.).

                                                                                                                                                                                                                    

La consulenza psicologica (individuale, di coppia, familiare) è un percorso a breve termine finalizzato alla comprensione e gestione di momenti contingenti e definiti di sofferenza. 

 

La psicoterapia individuale è un percorso di comprensione e cambiamento, profondo e globale, dei processi personali attraverso i quali la persona si limita e si mantiene nel disagio (di maggiore o minore entità); uno spazio dove rinnovare risorse, prospettive, scelte e dove sperimentare un ritrovato senso di controllo sulla propria esistenza.

 

Un primo colloquio informativo può dare tutte le informazioni necessarie a decidere se e come muoversi.

 



Chi è lo psichiatra

J Aprile 2008

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FORMAZIONE

E’ laureato in medicina e chirurgia  ed iscritto all’Albo professionale dei medici e chirurghi. Ha successivamente conseguito una Specializzazione in Psichiatria

 

COSA FA

La sua formazione è prettamente medico-farmacologica. Lo psichiatra è il professionista che meglio di qualunque altro conosce i criteri per la prescrizione degli psicofarmaci. Il suo intervento può essere prezioso in moltissimi disturbi mentali e appare persino indispensabile in altri (ad es. nelle psicosi e nei disturbi mentali con cause organiche).

 

LO PSICHIATRA OPERA DIVERSAMENTE DA UNO PSICOTERAPEUTA

Nel corso di studi per la specializzazione in psichiatria, benché un certo numero di ore venga dedicato allo studio della psicologia dei disturbi mentali, la focalizzazione è medico-farmacologica. Ciò nonostante, attualmente, la specializzazione in psichiatria abilita automaticamente all’esercizio della psicoterapia.

 

Diagnosi ed intervento nel caso della psicoterapia hanno una focalizzazione psicologica e non medica (come quella dello psichiatra).Il rapporto con il paziente, l’uso del colloquio e di altri strumenti di conoscenza (come, per es. i test e i questionari) ma soprattutto l’applicazione delle teorie e delle tecniche psicologiche sono strumenti essenziali per la psicoterapia e richiedono una specializzazione in psicoterapia adeguata (almeno quadriennale).

 

Lo psicoterapeuta, dal canto suo, non prescrivere farmaci (a meno che non sia medico e/o psichiatra). Considera però la possibilità che la persona possa assumerli in momenti particolari e sotto controllo medico di uno psichiatra.

 

Numerosi studi e ricerche internazionali hanno dimostrato che varie patologie si giovano di un intervento congiunto psicoterapico e farmacologico. E’ fortemente consigliato affrontare l’aspetto psicoterapico e quello farmacologico con due figure di riferimento distinte, specializzate nel settore e disposte alla collaborazione.