Modello evolutivo del rapporto di coppia

  • le relazioni di coppia progrediscono attraverso normali fasi di sviluppo
  • lo sviluppo infantile del singolo partner influenza le fasi evolutive della relazione di coppia
  • ogni fase di sviluppo della coppia ha specifici obiettivi da soddisfare
  • ogni fase è più complessa della precedente e richiede nuove abilità basate sulla trasformazione e l’integrazione di ciò che esisteva nella precedente.
  • Quando i partners non progrediscono adeguatamente lungo queste fasi emergono difficoltà nella relazione. La fonte primaria di conflitto e divisione nella coppia è proprio il mancato raggiungimento, da parte di uno o entrambi i partners, dei compiti evolutivi necessari per procedere alla fase successiva

 

Gli stadi evolutivi della coppia

Un funzionamento “ideale” della coppia prevederebbe che i partners procedessero congiuntamente attraverso le stesse fasi evolutive nell’ordine previsto. Nella realtà si riscontra invece come la durata delle singole fasi sia spesso non sincrona nei due partners, come spesso i due si trovino in fasi diverse, bloccati nel raggiungimento di obiettivi evolutivi o bloccati in una dinamica di competizione infantile con l’altro, finalizzata ad affermare la priorità dei propri bisogni.

1- simbiosi

La relazione inizia con un periodo di innamoramento. Lo scopo di questa fase è stabilire un legame intenso che permetterà ai due partners di definirsi come coppia, di sentirsi complici e reciprocamente corrisposti. Le somiglianze vengono amplificate, le differenze minimizzate (fase dell’idealizzazione). Questa fase comporta la capacità di fondere i confini dei due. Spesso la coppia si isola dal mondo esterno. Approssimativamente questa fase dura 6-9 mesi; oltre questo periodo la fusione diventa sintomo di dipendenza e angoscia d’abbandono e può condurre alla strutturazione di coppie simbiotiche (tipo invischiato o dipendente-ostile).

2- differenziazione

Emergono le differenze tra i partners e quindi i primi conflitti. I partners hanno bisogno di conoscersi realisticamente (esame di realtà), accettare le inevitabili differenze e valutare le possibilità/disponibilità a venirsi incontro e crescere insieme. Va individuata la permanenza di alcuni processi simbiotici: per es. le manipolazioni finalizzate a cambiare l’altro, i tentativi di nascondere/evitare il conflitto impedendo la differenziazione. I sentimenti personali di delusione, perdita e tradimento devono essere affrontati insieme e risolti affinché la coppia consolidi un attaccamento sicuro. Lo scopo di questa fase è la capacità di esprimere e accettare le singole individualità e le reciproche differenze gestendole in modo costruttivo e soddisfacente per entrambi (capacità di problem-solving). La ridefinizione dei propri confini viene espresso attraverso attività e spazi separati. L’accettazione e l’espressione delle singole individualità conduce ad un senso profondo di cooperazione e intimità.

3- sperimentazione

Trovata la propria identità nella coppia ciascun partner cerca un’identità all’esterno della relazione. In questa fase sviluppare il sé sociale diventa prioritario rispetto alla relazione. Questa fase è fortemente influenzata dalle esperienze precedenti: da come l’individuo singolo ha sentito riconosciuti i suoi bisogni di esplorazione nella sua infanzia e da quanto la coppia è riuscita a definire un attaccamento sicuro nelle fasi precedenti. In ogni caso è una fase difficile: la fusione viene percepita come minaccia all’individuazione e all’autorealizzazione; la relazione tra i partners diviene secondaria; ci si difende dalla troppa intimità; la soddisfazione più eccitante proviene dall’esterno. Gli individui che non hanno attraversato una sana simbiosi e una buona differenziazione temono che la relazione minacci la loro fragile autonomia/individuazione oppure, al contrario, percepiscono l’autonomia dell’altro come un segnale di abbandono (coppia ostile–dipendente). Gli individui che hanno invece raggiunto una sana autonomia riescono ad apprezzare quella dell’altro e procedono gradualmente verso il riavvicinamento della fase successiva senza timori di perdere l’indipendenza raggiunta.

4- riavvicinamento

Le coppie che hanno attraversato in modo positivo le precedenti fasi riscoprono la voglia di impegnarsi costantemente con l’altro e di lasciarsi andare alla vulnerabilità e all’intimità. Alcune tensioni sono causate dall’ancora persistente oscillazione tra periodi di crescente intimità e sforzi di ristabilire l’indipendenza. Gli obiettivi di questa fase sono: la capacità di impegnarsi/coinvolgersi con l’altro (anche in situazioni di disaccordo) e di esprimere se stessi e la propria individualità senza paura di rendersi vulnerabili, di perdere autostima/autonomia, di allontanare il partner. Raramente queste coppie vengono in terapia se non per eventi stressanti esterni alla relazione (lavoro, trasferimento, malattia). Possibili conflitti nascono se uno dei due partner è ancora nella fase di sperimentazione.

5- interdipendenza

Si raggiunge la piena intesa: si è superato il difficile processo di conoscere sé e l’altro, integrare le diverse individualità, sviluppare strategie per corrispondere con rispetto e sensibilità ai bisogni di entrambi, condividere progetti e prospettive. I partners hanno consolidato reciprocamente la percezione della costanza dell’oggetto amato.

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